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Continuano i lavori di recupero per l’ex convento del Carmine e per l’antico concio di liquirizia |
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Scritto da Enzo Viteritti
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Domenica 11 Aprile 2010 16:13 |
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Saranno organizzate visite guidate per far riscoprire uno dei luoghi più belli del territorio coriglianese
guarda le altre foto Il lungo lavoro di recupero dell’ex convento del Carmine e dell’ex concio di liquirizia appartenuto ai baroni Compagna prosegue con ammirabile coerenza e tenacia, grazie all’impegno di un imprenditore, Tonino Argentino, che da anni sta cercando di sottrarre al degrado e all’abbandono una delle zone del territorio coriglianese più pregiate da un punto di vista storico ed ambientale. La valle del Pendino, che è attraversata dal fiume Coriglianeto, è infatti ricca di emergenze architettoniche ed industriali, |
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Scritto da Enzo Viteritti
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Martedì 16 Febbraio 2010 11:58 |
La Calabria si sfascia, ma il PONTE si farà!
Le impressionanti immagini della collina di Maierato, nel vibonese, che si sfalda e comincia ad avanzare travolgendo e distruggendo tutto quello che le si para davanti ieri sono state diffuse dalle principali reti televisive italiane ed europee. Erano il simbolo evidente di una regione che, letteralmente si avvia allo sfascio ambientale. “La Calabria – ha scritto Matteo Cosenza sul Quotidiano – frana. Tragicamente, tranquillamente. Oscenamente, silenziosamente. |
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Palazzo Bianchi: si ricomincia |
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Scritto da Enzo Viteritti
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Martedì 12 Gennaio 2010 20:57 |
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Riprendono i lavori di recupero dello storico edificio, ma le difficoltà non mancano Come annunciato dal Comune, lunedi 11 dicembre la ditta incaricata dei lavori di recupero di Palazzo Bianchi, nel centro storico, ha preso possesso dell’immobile e sta provvedendo ad impiantare il cantiere. In questa fase la priorità assoluta è il rifacimento del tetto. I lavori erano stati sospesi mentre era in corso questo intervento e così una porzione del solaio si è trovata “scoperta” proprio durante le torrenziali piogge dei mesi scorsi. |
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Vittorio Sgarbi e il castello di Corigliano |
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Scritto da Enzo Viteritti
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Martedì 29 Dicembre 2009 20:41 |
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Alcune pagine dell’ultimo saggio del critico d’arte sono dedicate al castello ducale Vittorio Sgarbi arrivò a Corigliano nella tarda serata del 21 novembre 2001, accolto dal sindaco Genova, da numerosi assessori, da Mario Candido e dal sottoscritto. All’epoca era sottosegretario alla cultura e riteneva che tra i suoi compiti ci fosse anche quello di controllare dal vivo quanto di buono (o di sbagliato) si veniva realizzando in ogni angolo d’Italia nel settore dei beni culturali, con particolare attenzione alle opere di recupero e di restauro. Fu una esperienza memorabile, di cui ho lasciato traccia in un articolo poi apparso sul Serratore. |
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Serve un tetto per San Domenico |
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Scritto da Enzo Viteritti
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Venerdì 25 Dicembre 2009 09:12 |
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Si aspetta l’approvazione di una “variante” di progetto da parte della Regione Calabria per concludere nel modo migliore il recupero della chiesa di San Domenico e dell’annesso convento. I lavori di recupero della chiesa di San Domenico e del sottostante convento sono in pieno corso, ad opera dell’impresa Erminio Gallo, che si è aggiudicata l’appalto per un importo complessivo di quasi 950 mila euro, proponendo un progetto di restauro e consolidamento redatto dall’ing. Vincenzo De Caro, dall’arch. Maurizio De Luca, dall’arch. Paola De Caro. Per il Comune di Corigliano i lavori sono seguiti dall’ing. Antonio Durante. I fondi provengono dal Piano di Sviluppo Urbano predisposto dalla giunta del sindaco Genova e fanno parte della stessa tipologia di interventi che prevede il restauro del ponte canale su via Roma, anch’esso in fase di attuazione.
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Castello ducale: sette anni dopo |
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Scritto da Enzo Viteritti
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Venerdì 18 Dicembre 2009 10:21 |
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Il 15 dicembre del 2002 il castello ducale veniva “restituito” alla città di Corigliano. Dopo sette anni quella data è uscita dalla cronaca ed è entrata nella storia della vita sociale e culturale della città. Un invito alla discussione. Sono passati sette anni da quella domenica del 15 dicembre del 2002 quando, dopo lunghi lavori di recupero e restauro, fu “restituito” alla città il suo castello ducale. Una cerimonia inaugurale sobria e solenne, con una significativa partecipazione popolare, che rappresentò uno dei momenti più alti dell’azione del sindaco Genova. Per il Movimento Centro Storico per Corigliano, che era parte integrante di quella maggioranza amministrativa, fu uno dei successi più concreti nell’attuazione del programma proposto agli elettori. Per me fu il coronamento di un sogno coltivato con tenace passione per oltre vent’anni, da quando, nel 1980, fui incaricato, con Stefano Scigliano, di fare l’inventario degli arredi del castello acquistato dal Comune da pochi mesi. Io avevo una piccola macchina fotografica “kodak” e con pazienza nel corso di alcune settimane eseguimmo il nostro compito. E fummo i primi, io e Scigliano, a renderci conto del patrimonio di arredi e opere d’arte che il castello ancora conteneva e che lo avrebbero reso, dopo il restauro, così suggestivo e affascinante. La sorpresa fu grande perché potevamo trovare l’antica fortezza priva di beni di valore. Invece era desolata, cadente, quasi crollante su se stessa, ma tuttavia “piena” di tesori che la generosità dei Compagna vollero lasciare alla comunità. Di quella memorabile giornata è rimasto un bel film realizzato dalla RTS di Pasquale Rizzo ed un numero speciale monografico del Serratore (il n. 72) dedicato interamente all’avvenimento. Dopo sette anni è tempo di bilanci. L’esperienza accumulata andrebbe studiata e assunta come base di partenza per una decisione definitiva sul modo migliore di gestire la struttura e di esaltarne il ruolo propulsivo per l’immagine della città e del suo centro storico. Ricordo che nell’immediatezza delle decisioni da assumere, nel 2003 fu esclusa l’ipotesi di una gestione diretta della struttura da parte del Comune. Prevalse l’idea di una modalità di gestione capace di produrre un autofinanziamento del museo-castello, tale da concorrere alle spese necessarie per il suo mantenimento, pur con le cautele derivanti dall’ovvia considerazione che si trattava di un bene storico e culturale, da tutelare e conservare con le dovute attenzioni. |
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